Convegno di Cuore e Territorio su “cyberbullismo” alla scuola media “Gherardi” di Lugo

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Convegno di Cuore e Territorio su “cyberbullismo” alla scuola media “Gherardi” di Lugo

Convegno di Cuore e Territorio su “cyberbullismo” alla scuola media “Gherardi” di Lugo.

Venerdì 15 Marzo 2019 – Lugo

Cuore e Territorio continua a coinvolgere istituzioni e professionisti sul fenomeno del cyberbullismo, in quanto consapevole della grande responsabilità in capo alla scuola che ha l’obbligo di assicurare la vigilanza all’interno dell’edificio, sia nelle classi, sia negli altri spazi quali corridoi, palestre, spogliatoi, bagni, cortili. In questa ottica collaborativa, il magistrato, Cristina D’Aniello, Sostituto Procuratore presso il Tribunale di Ravenna, la psicologa clinica Francesca Siboni, psicoterapeuta psicoanalitica per adolescenti e il regista Gerardo Lamattina, incontreranno, su invito della preside Laura Santoriello, sabato 16 marzo, gli studenti della Scuola media Statale “Gherardi” di Lugo. Il convegno, organizzato dalla referente al cyberbullismo Rita Astorri, ha come scopo principale quello di suscitare l’interesse nei giovani studenti rendendo loro comprensibile il linguaggio tecnico del diritto in tema di responsabilità penale e civile e nel contempo sollecitare la necessaria empatia con la vittima. La missione dunque rimane quella di far comprendere alla giovane platea il disvalore che si nasconde dietro atteggiamenti molto spesso ritenuti “divertenti” e che di fatto invece costituiscono forme gravi di reato, che creano nella vittima danni biologici e psicologici. “I più comuni atteggiamenti del cyberbullo li possiamo sintetizzare in 9 punti”, affermano Giovanni Morgese, presidente dell’Associazione Cuore e Territorio e Carlo Serafini, editore di Ravenna24ore.it: •Il trasmettere messaggi online brutali, offensivi e provocatori contenenti insulti finalizzati a suscitare risse verbali sui social network, nei forum, nelle chat scolastiche o nei commenti ad articoli di stampa online; •l’inviare alla vittima ripetutamente messaggi dal contenuto oltraggioso; •il diffamare la vittima attraverso email, sms, whatsApp, con maldicenze, menzogne, dicerie e commenti crudeli, per danneggiarne la reputazione; •il sostituirsi alla vittima creandosi un profilo su internet con identità che non corrisponde al reale, utilizzando però le informazioni personali, le foto e i suoi dati di accesso, quali password e nome utente relativi all’account per spedire messaggi o pubblicare contenuti che suscitano ribrezzo al fine di danneggiarne l’immagine e la reputazione; •escludere la vittima intenzionalmente da un gruppo costituito su un social network con l’obiettivo di provocargli un sentimento di ghettizzazione; •inviare alla vittima continue minacce, molestie, violenze e denigrazioni ripetute con lo scopo di incuterle paura; •l’ottenere la fiducia della vittima con l’inganno al fine di diffondere, pubblicare e condividere in rete le informazioni private imbarazzanti o le immagini personali ricevute; •l’invio di messaggi, testi, foto e video a sfondo sessuale che vengono divulgati tramite mezzi elettronici come smartphone e internet; •il diffondere in pubblico le informazioni personali e private o altri dati sensibili della vittima.

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